Spaghetti western: western all’italiana

Spaghetti western: western all’italiana

ago 11
Spaghetti western: western all’italiana

Il western all’italiana o spaghetti western è il nome di un genere di film nato negli anni sessanta e settanta del secolo scorso che riproduce la vita nei villaggi desertici della vecchia America nell’età dell’oro. Nato quasi per gioco, è riuscito a misurarsi con la grande produzione hollywoodiana e a superarla creando di fatto una vera attrazione sia per il grande pubblico sia per i registi e gli attori di grande calibro.

Una produzione tutta italiana

Inizialmente, l’idea di sfidare la grande cinematografia statunitense sul suo terreno di specifica competenza, accarezzò due menti innovative come il napoletano Alberto Grimaldi titolare della PEA e lo spagnolo Eduardo Manzanos titolare della Copercines. Entrambi decisero di intraprendere un percorso tortuoso alla ricerca di un genere mai prodotto in Europa se non in chiave farsesca. Tutta la produzione antecedente, infatti, si era astenuta dal provare un genere che si reputava vincolato ai territori d’oltreoceano. Ma nel 1963 la joint venture italo spagnola ebbe la brillante idea di riprodurre il selvaggio west all’interno di un piccolo villaggio a nord di Madrid sfruttandone l’incredibile somiglianza degli ambienti scenografici. Nacque così un’area dedicata esclusivamente alle riprese dei film western che nel giro di un anno spopolarono nelle sale di tutta europa. A personaggi del calibro di Enzo Barboni ed Stelvio Massi non sfuggì l’occasione per entrare in quello che andava profilandosi come un agone cinematografico. Non persero tempo quindi per stimolare la partecipazione di artisti dall’ampio spessore ma non ancora affermati come Sergio Leone per riesumare vecchie scenografie e adattarle al nuovo genere. I progetti che ne scaturirono non ebbero immediata realizzazione, anzi furono presi come alternative alla produzione principale e così ricevettero esigui budget di produzione.

Il boom cinematografico

E’ in questo momento delicatissimo che emerge il talento di Sergio Leone che, dovendo andare avanti in assenza di un sostegno finanziario sufficiente, punterà su attori di nuova leva che non avrebbero pesato sul bilancio complessivo. Nel panorama degli artisti emergenti Leone reclutò giovani disposti a ricevere esigui compensi pur di entrare nel mondo del grande cinema. Tra questi Clint Eastwood che, a prima vista, gli sembrò un giovincello troppo pulito per ricoprire un ruolo da duro. Inizia così la stagione del genere Spaghetti western: tra rocambolesche disavventure scenografiche e l’esiguità dei fondi, viene prodotto il primo capolavoro ”il Magnifico Straniero” che aprirà la stagione di successi al nostro regista spalancandogli le porte della produzione cinematografica.

Foto: Fotomicar – Fotolia